In principio era il Web…

4 Giugno 2008 at 3:36 pm (Uncategorized) (, , )

In principio era il Web (1.0). Statico, lineare, con un suo linguaggio (html), concepito per lo più come strumento di visualizzazione di documenti ipertestuali.

Grazie all’integrazione con database e all’utilizzo di sistemi CSM per la gestione dei contenuti, il web diventa dinamico (Web 1.5) e nascono i forum e i blog, con linguaggi Javascript, elementi dinamici e fogli di stile (CSS) per gli aspetti grafici.

web2Il passaggio alla seconda fase della rete (Web 2.0) riguarda soprattutto la parte divulgativa, anziché tecnica, dietro questa sigla c’è tutto ciò che Internet sta diventando negli ultimi tempi. Un cambiamento di approccio prima che tecnologico, fatto di valori come partecipazione, centralità dell’utente, syndication, e molto altro.

Oggi come oggi non è necessaria la conoscenza di un linguaggio di programmazione per pubblicare dei contenuti, chiunque può farlo tramite un blog ad esempio. Il punto di arrivo è la tecnologia Wiki (Wikipedia ne rappresenta l’esempio più popolare), in cui l’informazione si fruisce nell’ambiente stesso in cui nasce e dove tutto il ciclo di vita è totalmente gestibile dall’utente stesso.

Ponendo l’utente al centro della produzione e fruizione dell’informazione, viene da chiederci quanto il Web 2.0 possa realmente rappresentare la finalità ultima di ogni PA e della sua concreta possibilità di ripensare in modo orizzontale, e non più verticale, il dialogo con i cittadini. Gli strumenti del 2.0, in mano alle pubbliche amministrazioni, possono davvero avere una funzione di importanza vitale per il rapporto cittadino-istituzione, dallo snellimento della burocrazia all’abbassamento dei prezzi, fino all’ideale spostamento graduale degli sportelli su internet, ponendo sempre come principio basilare la soddisfazione dell’utente. Una homepage a misura di cittadino non solo è fattibile, ma davvero può condensare in sé tutta una serie di servizi fruibili con un click. L’orientamento all’utente in questo contesto, vuol dire feedback continui, dalla fase di progettazione e sviluppo fino alla produzione e condivisione dei saperi, implementando architetture pensate appositamente la partecipazione attiva.

Ma la PA sembra essere ancora concentrata a rincorrere la prima fase d’interattività, perdendo di vista le infinite opportunità offerte dalla dinamicità spiccata derivante dagli apporti degli utenti stessi. Questo spiegherebbe anche l’utilizzo minimo dei servizi interattivi (circa il 9,3% rispetto a un’offerta del 50% solo nell’ambito europeo).

Pubblica Amministrazione e Web 2.0 purtroppo sono due realtà ancora lontane tra di loro, soprattutto in Italia, nonostante siano entrambe finalizzate allo stesso obiettivo: esemplificare i valori della centralità dell’utente.

Questa seconda versione della rete impatta direttamente sui servizi online, dimostrando come queste nuove logiche abbiano un effetto su alcuni degli elementi cardine della PA quali ad esempio la regolazione, la collaborazione interna, la sussidiarietà, l’accountability, la comunicazione interna e il senso di appartenenza e, last but not least, l’usabilità. Per portare un esempio di eccellenza tutto italiano riguardante quest’ultimo aspetto, di grande rilevanza nella rete in generale e nell’ambito dell’e-gov in particolare, possiamo analizzare l’evoluzione seguita dal comune di Torino che ha attivato sul proprio sito una serie di applicazioni che semplificano la navigazione, dalla possibilità di personalizzazione della homepage al nuovo esperimento di Social Tagging (TaggaTO).

Il Comune di Torino ha inoltre allestito una sezione del suo sito totalmente personalizzabile, Il comune come lo vuoi TO. Ecco la loro presentazione: “Presentiamo una nuova, e sperimentale, modalità di lettura delle pagine del sito comunale: l’abbiamo chiamata “il comune come lo vuoi TO” continuando, scherzosamente, la sequela dei nostri servizi che terminano con la sigla di TOrino. Vengono utilizzate le tecniche del cosiddetto Web 2.0, che delineano nuove modalità di fruizione del web e che di certo modificheranno, fra non molto, il modo di consultare le informazioni ed i servizi in rete. Dunque una finestra sul futuro, con tutti i pregi ed i difetti che derivano da tecniche ancora in divenire, compreso un primo normale disorientamento e una certa iniziale difficoltà nell’uso, Aspettiamo i vostri commenti: nel frattempo continueremo ad aggiornare le funzionalità e a migliorare, e correggere grazie alle vostre segnalazioni, quanto già online”.

I box comprendono notizie sulla città, statistiche, meteo locale, webcam, foto, diverse rassegne stampa. A questi si possono aggiungere liberamente feed RSS. Il tutto reso user-friendly grazie ad Ajax. Il comune come lo vuoi TO è in fase di sperimentazione, e al momento costituisce solo una sezione interna del sito ufficiale.

Il caso del Comune di Torino è sicuramente il primo esperimento dichiarato di applicazione di modalità Web 2.0 alla PA in Italia. Di sicuro c’è ancora molta strada da fare, ma è sicuramente un valido esempio e dimostra che se c’è la volontà da parte delle istituzioni, si possono fare grandi passi in avanti. La speranza è, ovviamente, che il percorso intrapreso da Torino faccia da apripista per altri enti locali e nazionali nell’implementare la nuova PA 2.0, pronta ad ascoltare il cittadino.

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