E fu così che mi licenziai…

25 Agosto 2008 at 12:06 am (Uncategorized) (, , , )

... e da oggi sono ufficialmente LIBERA!!!

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Dreams are not reality…

22 Agosto 2008 at 12:56 am (Uncategorized) (, , , )

Ci son sogni che si smarriscono tra il buio e la luce, mentre perdo la voglia di essere.

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I was born to love you…

11 Agosto 2008 at 2:19 pm (Uncategorized) (, , , )

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Artemisia absinthium

11 Agosto 2008 at 1:22 pm (Uncategorized) (, , , , , )

L’Assenzio Maggiore è una pianta dicotiledone appartenente alla famiglia delle Asteracee. È una pianta medicinale nota soprattutto per il suo impiego nella
preparazione del distillato d’assenzio, aromatico e molto amaro che si beve diluito o zuccherato.

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Il nome Artemisia deriva da Artemide, dea della fertilità, e ricorda le proprietà emmenagoghe della pianta, mentre l’etimologia di absinthal – absinthium viene dal greco “privo di dolcezza”, cioè amaro, fino al termine latino absentium (assenzio, appunto).
L’artemisia si riconosce facilmente per il caratteristico odore pungente e il sapore amarognolo. In ogni caso infestante, si rinviene frequentemente lungo i vecchi muri, i viottoli, i campi incolti.

L’artemisia in cucina non trova impiego. Un tempo si usava porre qualche fogliolina della pianta nella scarpa credendo così di evitare la stanchezza. L’artemisia è una pianta conosciuta fin dall’antichità, benché sussistano dubbi sull’identità. Alcune popolazioni la utilizzavano bollita per fare dei pediluvi onde sollevare i piedi affaticati da un lungo cammino. In altri tempi e luoghi si usavano tenere in casa alcuni rametti d’artemisia essiccati per allontanare i cattivi spiriti.

Per quanto riguarda le proprietà medicamentose di questa pianta si hanno notizie che risalgono dall’antichità, ve ne sono cenni anche nella Bibbia. Le sue proprietà medicinali si avvalgono delle sostanze amare in essa contenute che la rendono utile come aromatizzante, digestivo e stimolante dell’appetito. Proprio come stimolante dell’appetito è conosciuto e usato il vino artemisia. Le
funzioni associate all’assenzio sono di tonico, digestivo e antinfiammatorio, oltre che di principale ingrediente nella preparazione del liquore; distillato che veniva usato in particolare da artisti europei ed americani che fu poi bandito nel XIX sec. a causa dei gravi problemi che causava l’assuefazione da questa bevanda. L’assenzio viene prodotto ancora oggi ma con minori quantità di alcaloidi che un tempo causavano l’assuefazione.

La famigerata bevanda del XIX secolo fu una volta messa al bando nel periodo della monarchia italiana e rimane tuttora illegale in paesi come gli USA. L’assenzio fu l’ispirazione del modo di vivere bohemienne ed era la bevanda preferita di artisti famosi come ad esempio Vincent Van Gogh, Toulouse Lautrec ed Ernest Hemingway, che dichiarò di amare l’assenzio per i suoi effetti di far cambiare le idee. Essendo una bevanda che è sempre stata rinomata per la sua potenza, i gentiluomini di cattiva reputazione al Moulin Rouge erano famosi per servirsi dell’assenzio per (come si può dire?) convincere le signore a condividere le loro idee. Il Governo francese decise di vietare questo liquore nel 1915 e molti altri paesi seguirono a ruota.

Tra gli ingredienti alle erbe tradizionali del XIX secolo utilizzati per produrre l’assenzio c’è l’assenzio maggiore (Artemisia absinthium), anice verde, anice stellato, issopo e finocchio. La produzione comporta la macerazione delle piante durante il processo di distillazione, che non è né il modo più rapido né più economico di produrre assenzio, ma assicura che quando ve ne versate un bicchiere avrete come garanzia l’esperienza completa dell’assenzio.

Il primo assenzio disponibile in commercio comparve nel 1792, la gradazione alcolica era di 68° Vol. Questa divenne la gradazione di riferimento per gli assenzi del XIX secolo. Lasciando da parte del tutto la gradazione alcolica, contiene inoltre assenzio maggiore (Artemisia absinthium) che è la pianta determinante della ricetta dell’assenzio e contiene la sostanza chimica attiva tujone.

Il tujone deriva dalla pianta dell’assenzio maggiore (Artemisia absinthium) ed è una sostanza chimica ritenuta responsabile dei famosi ‘effetti collaterali’ e delle proprietà d’ispirazione dell’assenzio. Alcuni tipi di bevande di assenzio non contengono alcuna traccia di questa specifica pianta dell’assenzio, utilizzano invece altri membri della stessa famiglia come ad esempio l’artemisia o assenzio volgare (Artemisia vulgaris) o l’abrotano (Artemisia abrotanum), che non contengono l’ingrediente attivo tujone.

La Fata Verde era il soprannome francese dell’assenzio che Rimbaud diede alla pozione verde per l’incantesimo in cui avvolge il bevitore di Assenzio. Una volta che avete visto quest’immagine straordinaria non la dimenticherete mai.

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Nuovo Angolo Paradiso

7 Agosto 2008 at 12:43 pm (Uncategorized)

Eco il nostro nuovo angolo paradiso, sul terrazzo di Monte Maraio :)

E tra ravioli alla spigola, insalate di mare e tranci di tonno, io non so più a chi dare i resti! Ma sono felice e quindi continuate ad approfittarne e a farmi cucinare e cucinare e cucinare…

Il fresco venticello che il resto di Roma ci invidia, vi aspetta :D

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Cleopatra

4 Agosto 2008 at 4:21 pm (Uncategorized) (, , , )

Cleopatra - di Artemisia Lomi Gentileschi A.D. 1620

Cleopatra - di Artemisia Lomi Gentileschi A.D. 1620

È un aspide. Un serpente velenoso.

Questa è Cleopatra, regina d’Egitto, Cipro, Creta e Siria.
Una donna molto ricca e potente.
Ha avuto due grandi amori nella vita: Giulio Cesare, un generale romano, e Marco Antonio, governatore dell’Asia Minore.
Si sta per suicidare facendosi mordere dall’aspide. O forse l’ha già fatto.

E se fosse morta per un altro motivo? Il terrore del ludibrio pubblico era in fondo sufficiente per ucciderla.

È stata sconfitta in guerra da un imperatore romano e non vuole essere portata in trionfo in catene per le vie di Roma. Roma ha sempre amato gli spettacoli. Specie quelli di una donna umiliata.

Magari ha solo desiderato morire. O magari nella sua vita ha già amato così tanto da poter passare dall’altra parte… in modo mistico… chiamata da Marco Antonio prima ancora di essere morsa dall’aspide.

Dov’è il morso?

Forse da nessuna parte.

Devo impersonare Cleopatra e allora penso
a come deve essere amare davvero ed essere riamata
con tanta passione che gli uomini sono
pronti a rinunciare a un regno solo per un tuo bacio.

Non devi essere Cleopatra per pensare in questo modo.
Questo è il desiderio profondo di ogni donna.

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Pensieri e ispirazioni da
“La Passione di Artemisia”
di Susan Vreeland, Neri Pozza Editore

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